| |
Storia di Ronchi dei Legionari
Posto nell'entroterra monfalconese Ronchi
dei Legionari si sviluppa ai piedi dell'altipiano carsico.Sede
di un insediamento già in epoca pre-romana, come attesta
la necropoli scoperta in una vicina località, il suo territorio
fu colonizzato dai Romani che qui si stabilirono verso il
II secolo a.C.. La sua importanza come crocevia, vi transitava
la via Gemina, e come luogo strategico per la difesa dell'entroterra
aquileiese, è confermata dai numerosi reperti archeologici
ritrovati. Il paese è citato per la prima volta nella donazione
del 967 d.C. dell'imperatore Ottone I a favore del Patriarca
di Aquileia, sotto la cui giurisdizione rimarrà fino al
1420. Il governo patriarcale era mediato dal Maggior Consiglio
di Monfalcone, costituito dai rappresentanti di 17 paesi,
con a capo un sindaco che era eletto proprio a Ronchi. Per
la sua collocazione è esposta, nel corso dei secoli, alle
devastanti incursioni delle popolazioni dell'est, ungari
e turchi, nonché ai saccheggi di quelle provenienti dal
mare, saraceni e normanni. Passato tra i domini della Serenissima,
tra i secoli XVI e XVII il paese è duramente provato dalle
contese fra la Repubblica di Venezia e gli Asburgo: la Guerra
Gradiscana, cominciata nel 1615 in terra "bisiaca", comporta
l'incendio devastante di Selz e Ronchi. Dopo una breve parentesi
francese (1797 ), a seguito del trattato di Campoformido,
Ronchi diventa parte della regione dell'impero austro-ungarico
denominata Kustenland, ossia Litorale dal 1798 al 1805 e
successivamente con la pace di Presburgo, il trerritorio
viene aggregato al Regno d'Italia napoleonico fino al 1807.
Dal 1809 al 1813 fece parte delle "Province Illiriche"a
seguito della pace di Vienna. Nel 1850 Ronchi divenne comune
autonomo assorbendo i nuclei abitati di Vermegliano, Selz
e Soleschiano con Decreto Imperiale. A Ronchi fu arrestato
il 16 settembre 1882 Guglielmo Oberdan;
il 7 agosto del 1912 il Comune venne elevato al rango di
"Borgata" con decreto di Francesco Giuseppe.
L'originale documento, con firma autografa in italiano
dell'Imperatore, si conserva presso l'archivio del comune.
Il periodo di pace favorisce lo sviluppo dell'area, supportato
dalla comparsa della ferrovia che, assieme ai Cantieri navali
di Monfalcone e al cotonificio
di Vermegliano, cambia il quadro economico del paese.Il
nome completo del paese Ronchi dei Legionari ricorda il
raduno dei Legionari che il 12 settembre 1919, al comando
di Gabriele d'Annunzio, mossero
da qui alla volta di Fiume.
Dal 1915 al 1918 Ronchi (allora territorio
dell'Impero Austro-Ungarico) fu teatro e vittima delle devastazioni
e degli orrori provocati dalla Prima
Guerra Mondiale. Gran parte della popolazione fu
evacuata in luoghi più sicuri, in particolare a Wagna
in Carinzia (paese con cui oggi Ronchi è gemellato)
e potè far ritorno alle proprie case soltanto dopo
quattro anni di esilio nella primavera del 1919. Alla conclusione
del conflitto, nel novembre del 1918, Ronchi, come tutte
le terre della Venezia Giulia, passava al Regno d'Italia.
Il secondo conflitto mondiale portò,
come in tutte le città d'Italia terribili lutti e
dolori, ma furono soprattutto la seconda parte del conflitto
e gli anni immediatamente successivi a provocare, vista
la particolare posizione geografica della città,
divisioni, lacerazioni e tragedie che ebbero poi, per un
lungo periodo, fortissime ripercussioni nel tessuto sociale
del territorio.
|
|